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DISTANZA DAL DIVING

20 MINUTI

PROFONDITA'

 0-60 MT

DIFFICOLTA'

ALTA

Era da tempo che non visitavamo questo splendido sito d’immersione, quindi approfittiamo subito della richiesta di alcuni sub, che desiderano immergersi in mare aperto. Effettuati i preparativi per la partenza ci dirigiamo verso il “Mariuolo”, a circa un miglio dall’isola di Zannone, quest’ultima è riserva naturale terrestre, compresa nel parco nazionale del Circeo, dal 1979. Circa 15 minuti di navigazione e siamo pronti per ancorare su una piccola piattaforma rocciosa a due metri di profondità, siamo tutti abbastanza euforici noi dello staff, perché sappiamo cosa è possibile  vedere e non ci è voluto molto perché contagiassimo i nuovi visitatori. In brevissimo tempo siamo tutti pronti, la discesa ha inizio, partiamo dal lato ovest e, a circa 37 Mt., la prima bella sorpresa, una grossa cernia (Epinephelus marginatus) si lascia intravedere e prontamente si infila in una grossa spaccatura, vane le ricerche per cercare di osservarla meglio, ma, nelle vicinanze notiamo un’ apertura nella roccia, la luce delle torce ci rivela una bellissima grotta passante ricchissima di colori, non molto lunga, si vede benissimo l’apertura dalla parte opposta, ma neanche troppo ampia, quindi decidiamo di non attraversarla per una questione di sicurezza e di tempi, abbiamo ancora circa 30 Mt. di parete sotto di noi da visitare! Allora, giù, in diagonale verso sud. A circa 50 Mt. di profondità, in una spaccatura, quattro aragoste (Palinurus elephas), che, data la mole, sembra abbiano frequentato una palestra di body building, attirano la nostra attenzione. I lampi dei flash si susseguono ed il tempo trascorre, lento ma inesorabile, ci accorgiamo di aver regalato forse troppo tempo a quei magnifici crostacei, ma ne valeva davvero la pena, quindi decidiamo di risalire lungo il versante sud, qualche sosta per immortalare una grossa magnosa (Scyllarides latus) e dopo pochi minuti, già soddisfatti per il bottino fotografico raccolto, a circa 30 Mt. dalla superficie ci imbattiamo in un’altra enorme (Epinephelus marginatus), nel punto esattamente opposto a quello in cui avevamo visto l’altra, è forse la stessa? Chissà, sta di fatto che questa, dopo un breve sguardo tra l’incuriosito e l’infastidito, si infila molto lentamente in un antro, un cenno d’intesa e ci dirigiamo nella sua direzione, questa volta sembra di aver trovato una vanitosa modella che si lascia fotografare in tutte le posizioni. Euforici ed ormai più che soddisfatti ci dirigiamo vero la superficie, ma le sorprese non sono ancora finite, alla profondità di circa 15 Mt. la nostra attenzione è catturata dal luccichio di un discreto banco di dentici (Dentex dentex), qualche scatto molto veloce e, in pochi secondi, si dileguano. Siamo ormai giunti alla quota decompressiva, i minuti trascorrono osservando varie conchiglie, timidi paguri (Pagurus prideaux) che fanno capolino dal loro guscio ed una piccola murena (Muraena helena) che apprezza le nostre attenzioni e diventa nostra compagna di giochi. Pochi minuti e siamo sul gommone, tra le risate e gli entusiastici commenti di tutti, partiamo, impazienti di raccontare ai nostri amici “terrestri” quest’ultima splendida immersione.