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DISTANZA DAL DIVING

15 MINUTI

PROFONDITA'

 18-27 MT

DIFFICOLTA'

MEDIA

Con un gruppo di amici, desiderosi di fare le prime esperienze di discesa nel blu, decidiamo di immergerci sulla cosiddetta Secca delle Ostriche. Una caratteristica poco comune a Ponza, per questo tipo di discese, è la relativamente scarsa difficoltà, ma questo sito d’immersione si presta egregiamente se si considera che il cappello si trova a 18 mt. scarsi e la profondità massima raggiungibile, seguendo il dolce declivio dello scoglio, è di 27 mt.

Tutti i partecipanti hanno conseguito il brevetto di secondo livello abituati ad effettuare immersioni su pareti che partono dalla superficie, quindi scogli affioranti o scogliere emerse; di conseguenza fremono dal desiderio di vivere questa nuova esperienza, infatti l’euforia è notevole, le domande piovono a raffica ed i preparativi fervono. In circa dieci minuti di navigazione siamo sul posto e, cosa davvero poco usuale, in ancor meno tempo sono tutti pronti, hanno approfittato del lento scorrere dei minuti che sono stati necessari per scandagliare il fondale ed effettuare un buon ancoraggio.

Il briefing è sintetico, ma molto chiaro e dettagliato, le domande non sono molte ma tutte precise e mirate soprattutto al fattore sicurezza, strano a dirsi ma, con grande piacere dello staff, nessuno ha fatto la solita domanda: “cosa c’è da vedere?”.

Al segnale convenuto iniziamo la tanto agognata discesa, l’acqua, come al solito è limpidissima, tant’è che dalla superficie si vede quasi chiaramente la formazione rocciosa sotto di noi. Il percorso intorno a questo grosso scoglio sommerso ci permette di osservare dei grossi polpi in tana, gronghi e murene, qualcuno si diverte a scattare qualche foto mentre altri, con le dovute cautele, giocano con i serpentiformi divertendosi a stanarli. La spianata sabbiosa tutt’intorno è letteralmente cosparsa di gusci di ostriche, molti di dimensioni ragguardevoli, i subacquei osservano il suggestivo scenario resistendo alla tentazione di asportare qualche souvenir, dando dimostrazione di nutrire un grande rispetto per il mare, per gli altri futuri visitatori e anche per lo staff che, nel briefing, ha avuto premura di toccare anche questo punto. Ma la sorpresa più grande è stata quella di essere stati seguiti, praticamente per tutta l’immersione, da un banco di barracuda che sembravano chiedersi chi fossero questi strani e rumorosi visitatori. Dopo circa 40 minuti d’immersione iniziamo la risalita, un ultimo sguardo alla formazione rocciosa e, come per salutare, ai barracuda che ancora fluttuano poco sopra di essa.

La soddisfazione è notevole, infatti l’euforia post immersione si fa sentire per lungo tempo, al diving, durante il riordino delle attrezzature, ancora ci si chiede l’un l’altro, con grande entusiasmo, quanto fosse stata grossa quella murena o quanti fossero stati quei barracuda.

Mentre tutti si recano a soddisfare l’inevitabile languorino che si presenta al termine di una tale mattinata, le loro voci si allontanano e allo staff resta la gioia di aver fatto vivere una bella esperienza agli amici subacquei.