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DISTANZA DAL DIVING

10 MINUTI

PROFONDITA'

 40-55 MT

DIFFICOLTA'

ALTA

La stagione è ancora agli inizi, siamo a Marzo, con pochi amici, desiderosi di svolgere un’immersione  “particolare”, decidiamo di visitare la cosiddetta secca dell’ancora. Verifichiamo accuratamente le attrezzature, bombole ben cariche, ossigeno, un bravo assistente di superficie e salpiamo alla volta della secca, costituita da un grosso “panettone” roccioso, di forma ovoidale, adagiato su un fondale di circa 55 metri, con il sommo intorno ai 40.

Un’accurata scandagliata del fondale è d’obbligo, appena il disegno cercato appare sullo strumento, al segnale convenuto molliamo l’ancora che fila veloce verso il fondale, qualche attimo ad osservare la cima che si srotola e già siamo intenti ad effettuare i preparativi per la discesa.

La vestizione prosegue quasi in silenzio, ognuno di noi è concentrato sull’accurato posizionamento delle attrezzature e ripete mentalmente i punti chiave del briefing e le misure di sicurezza.

Poi, l’ok ed una spettacolare discesa nel blu. L’acqua è cristallina e basta poco per iniziare ad intravedere la sagoma del grosso scoglio. Ad una delle sue estremità, un’enorme ancora di tipo ammiragliato giace con le marre sulla sabbia ed il fusto, in parte concrezionato, appoggiato sul declivio roccioso.

Non ha il fascino di un relitto, ma la sua imponenza è molto suggestiva, è ancora presente e ben visibile l’enorme catena che, partendo dalla cicala, si snoda tagliando longitudinalmente il panettone roccioso.

Come programmato, seguiamo il profilo roccioso in senso antiorario e, giunti sul lato opposto della vecchia ancora, scorgiamo la parte terminale della grossa catena. Proseguiamo il giro fino a giungere al punto di partenza, da qui ritorniamo verso la parete opposta, questa volta seguendo la catena, come un filo di Arianna, sia all’andata che al ritorno.

Non ci sono stati avvistamenti particolari, grossi gronghi, scorfani di taglia gigante, qualche murena e piccoli crostacei, ma l’immersione è stata molto soddisfacente grazie alla cristallinità dell’acqua ed alla suggestività del fondale. Un ultimo sguardo alla grossa ancora ed iniziamo la lenta risalita verso l’atmosfera.