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DISTANZA DAL DIVING

15 MINUTI

PROFONDITA'

 0-46 MT

DIFFICOLTA'

ALTA

E’ una bellissima giornata di mare calmo, decidiamo di organizzare un’immersione allo Scoglio Grosso, a circa 3 miglia dalla bellissima isola di Zannone. La formazione rocciosa si erge da un fondale di circa 50 Mt. ed è solitamente meta di riposo di gabbiani e cormorani che, al nostro arrivo, dopo averci lanciato un’occhiata curiosa ed infastidita si levano in volo e si allontanano. Ancoriamo su una piccola piattaforma rocciosa a circa 4 Mt. di profondità e, con sommo piacere verifichiamo l’assenza di corrente; purtroppo questo è l’unico neo del sito, a volte è talmente forte da non permettere l’attività subacquea. Dopo il consueto briefing e la vestizione siamo pronti per iniziare la discesa, un tuffo, un ultimo controllo dell’attrezzatura e via, iniziamo la discesa nell’acqua, sempre limpidissima, lungo la parete che ci porta fino ad uno spettacolare fondale ricchissimo di antri e profonde spaccature, abitati da grossi gronghi (Conger conger), murene (Muraena helena), magnose (Scyllarides latus), aragoste (Palinurus elephas) e pesci da tana; ricci saetta (Stylocidaris affinis), corona (Centrostephanus longispinus) e, un po’ più raro il riccio melone (Echinus melo). La torcia è d’obbligo se vogliamo riuscire ad osservare la spettacolarità dei colori presenti sulle rocce e notare i pesci più timidi nascosti nell’intimità delle loro tane. Un bellissimo arco passante, dalla volta coloratissima, dimora di una bella murena (Muraena helena), segna il termine del percorso profondo, lo attraversiamo e ci portiamo a quote minori dove non è difficile notare cernie (Epinephelus marginatus) di piccole e media taglia. Seguendo il profilo roccioso ci portiamo verso il punto dell’emersione, costituito da due pareti, tanto vicine da formare un piccolo canyon, rivestite da una miriade di parazoanti (Parazoanthus axinellae),  lo attraversiamo facendo molta attenzione  a non grattare le pareti con le pinne o altre parti dell’attrezzatura e siamo quasi giunti alla quota decompressiva, qui i minuti trascorrono in compagnia di stelle rosse (Echinaster sepositus) e stelle serpente (Ophidiaster ophidianus), timidissimi ghiozzi boccarossa (Gobius cruentatus), ghiozzi leopardo (Thorogobius ephippiatus) e bavose cervine (Parablennius incognitus), pronti a nascondersi se diventiamo un po’ troppo invadenti. Sopra di noi il profilo della chiglia del gommone e la confusa sagoma dell’assistente di superficie che ci osserva. Siamo pronti per salutare questo bellissimo sito e raccontare le sue meraviglie all’assistente. Tutti a bordo e si riparte alla volta del porto lasciando alla sua tranquillità lo Scoglio Grosso, restituendolo ai suoi gabbiani e cormorani. Un’altra bellissima immersione è pronta per essere trascritta sul nostro fedele diario.